L’onore perduto di Katharina Blum

dal 3 al 15 dicembre

L’onore perduto di Katharina Blum

Dal romanzo di Heinrich Böll

Adattamento Letizia Russo

con

Elena Radonicich

Peppino Mazzotta

e la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:
Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana,

Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos

Scene Domenico Franchi

Costumi Andrea Viotti

Luci Pasquale Mari

Regia Franco Però

Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale
Teatro Stabile di Catania

... chi si serve pubblicamente delle parole mette in movimento mondi interi e nel piccolo spazio compreso tra due righe si può ammassare talmente tanta dinamite da far saltare in aria questi mondi… Heinrich Böll (1959)

L’irreprensibile e prüde segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina, interrogata brutalmente dalla polizia, collabora solo in parte. La stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, viola ripetutamente la privacy di Katharina e manipola le informazioni raccolte, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista. La vita di Katharina viene sconvolta: riceve minacce e offese, i suoi conoscenti vengono emarginati, il suo onore viene definitivamente compromesso. La polizia e lo Stato non la tutelano. Dapprima disperata, poi lucida nel suo isolamento, Katharina Blum si vendica uccidendo il giornalista Tötges e si costituisce alla polizia.

Nonostante il tema drammatico, la struttura costruita da Böll è lieve, piena di simpatia per il personaggio e ironica. Lo scrittore, con straordinaria abilità, per tutto il racconto, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni, le moralizzazioni spicciole, le espressioni alla moda, la sua piattezza intrinseca.

La forma del romanzo è quella del giallo: si parte dall’atto già avvenuto, andando avanti e a ritroso, permettendoci così di vedere quell’incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le sue menzogne che ne distruggono le relazioni sociali e intime, portandola al gesto estremo.

Nonostante siano trascorsi più di quarant’anni dall’uscita del romanzo, si rimane colpiti dall’attualità di alcune problematiche emerse nel secondo dopoguerra e sviscerate da Böll nei primi anni ’70: tra queste vi sono senza dubbio quelle riguardanti l’uso dei mezzi di comunicazione di massa e le forme di violenza intrinseche al linguaggio mediatico.

Scriveva Heinrich Böll nel 1959: “…chi si serve pubblicamente delle parole mette in movimento mondi interi e nel piccolo spazio compreso tra due righe si può ammassare talmente tanta dinamite da far saltare in aria questi mondi…”. Oggi diciamo facebook, twitter etc etc, ma Böll ci aveva messo in guardia in modo esemplare molto tempo fa.

«Portare in scena un romanzo – commenta il regista Franco Però – implica di poter contare su interpreti che incarnino appieno i diversi personaggi concepiti sulla pagina dall’autore». In

L’onore perduto di Katharina Blum gli attori del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia sono diretti naturalmente da Però. A loro per l’occasione si aggiungono Elena Radonicich (applaudita di recente nella popolare fiction La porta rossa, oltre che sul grande schermo) che sarà Katharina, e Peppino Mazzotta, bravissimo attore di teatro, amato dal grande pubblico per il suo ruolo di Fazio nella famosissima serie tv Il commissario Montalbano.

Note

«Quasi sette ore che vago per la città. Cercavo rimorsi. Non li ho trovati. Ho ucciso quell’uomo». Katharina Blum mette immediatamente il pubblico davanti ai fatti, nella prima scena, ma lo spettacolo non è affatto risolto. Da qui si avvia un plot che intreccia la tensione del thriller – con una struttura a flashback molto intrigante – ad una storia d’amore, ad una tagliente critica sociale che colpisce l’ipocrisia morale e – in modo antesignano – le distorsioni della comunicazione, che crea false verità e “macchine del fango” in nome delle copie da vendere, oppure – oggi – dei “like” da contare.

In L’onore perduto di Katharina Blum Heinrich Böll fornisce materiali pregni di senso e molto attuali e la messinscena che Franco Però ne trae con i suoi collaboratori – Domenico Franchi per la scena, Pasquale Mari per le luci e il costumista Andrea Viotti – sembra volerne accentuare la forza. Lo spettacolo si rivolge a un pubblico attento, che può “leggerlo” attraverso una molteplicità di linguaggi: a iniziare dalla scrittura (l’adattamento è di Letizia

Russo) e naturalmente dal lavoro degli attori, una compagnia precisa, che spesso recita scene in contemporaneità (in un andamento quasi cinematografico) e che fonde al talento sicuro degli elementi della compagnia stabile, l’eleganza e l’intensità dei protagonisti Elena Radonicich (Katharina) e Peppino Mazzotta (l’avvocato Hubert Blorna).

Ma “ci parla” anche la scenografia, il modo in cui è illuminata… Essa è – spiega lo scenografo – una proiezione del rigore mentale di Katharina, ma sa diventare anche una gabbia (quella in cui ci “soffocano” le false verità), oppure uno spazio di rivelazioni e trasparenze attraverso le quali si possono solo intravvedere gli eventi, e chi li spia riesce magari stravolgerne il senso, come fa il cinico giornalista Tötges…

Dichiarazioni del regista Franco Però

«Siamo ormai invasi da un continuo succedersi di notizie, riportate nelle interpretazioni più diverse, dalla molteplicità di canali – giornali, web media, social – che connotano la nostra società… Per non dire delle fake news, che colpiscono chi non ha tempo o strumenti per approfondire, o del fatto che anche davanti a un semplice fatto di cronaca si continui a condannare sempre, prima di ogni verifica: trovo imbarazzante che sia ancora così… Questo mi ha indotto a riflettere su chi ha saputo intuire tutto ciò, analizzarlo in modo organico, raccontare di come il solo trovarsi nel luogo sbagliato con la persona sbagliata, possa innescare la gioia di un comunicatore in malafede. Heinrich Böll negli anni Settanta già capiva e indicava la via che avremmo imboccato. Di quest’autore sento vicina anche l’ironia e quel suo saper guardare in modo distaccato ai fatti: un distacco che assieme al suo talento di narratore, assicura al lettore la possibilità di non restare del tutto immerso nella storia e di penetrarla con senso critico».

«Della forza di Böll ti rendi conto ancora di più mentre lavori sul testo, è stato così quando abbiamo analizzato l’adattamento con Letizia Russo, comprendendo come ogni personaggio sia perfettamente dipinto, in pochi tratti. C’è una splendida protagonista ma è anche vero che ogni personaggio è protagonista, ed è allo stesso tempo profondamente reale ma anche un simbolo. Attraverso queste figure vengono raccontate le classi sociali “alte” e quelle più proletarie, ugualmente inermi davanti alla manipolazione della verità. C’è il potere, incarnato da un personaggio di cui si parla molto, ma che agisce in pochi momenti: sufficienti per costruire la propria salvezza distruggendo altre vite. E c’è il giornalista, che inventando sul filo del verosimile rende credibili e logiche falsità totali. A ogni personaggio Böll dà straordinaria forza. E poi, certo, Katharina: all’inizio sembra non aspettarsi molto sul piano affettivo, si accontenta del rapporto con i suoi datori di lavoro, con la madrina, ama cose semplici, non sembra possedere grandi passioni. Ma da un innamoramento nasce per lei una sorta di educazione al sentimento che la conduce a un gesto estremo. È particolare la scelta di un personaggio così “normale”: in questo accosto Böll a Camus. Entrambi guardano a figure che inizialmente sembrano vivere di poco, come per avvisarci che anche la persona più neutra può essere distrutta dagli eventi, trascinata in una spirale negativa ma forse anche condotta a una presa di coscienza prima inimmaginabile».

Debutto nazionale 22 ottobre 2019 Trieste, Politeama Rossetti

durata: 1h 45 senza intervallo

Personaggi e interpreti:

Elena Radonicich Katharina Blum

Peppino Mazzotta l’avvocato Hubert Blorna 

Ester Galazzi Trude Blorna

Maria Grazia Plos Else Woltersheim, madrina di Katharina

Riccardo Maranzana Werner Tötges, giornalista

Francesco Migliaccio Erwin Beizmenne, commissario capo

Jacopo Morra Walter Moeding, commissario assistente

Emanuele Fortunati Alois Sträubleder

TEATRO ELISEO

Da martedì 3 a domenica 15 dicembre 2019

Biglietteria tel. 06.83510216

Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sabato 10.00 – 19.00, domenica 10 – 16

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

Orario spettacoli:

martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00

mercoledì e domenica ore 17.00

UFFICIO STAMPA TEATRO ELISEO

Maria Letizia Maffei

335.6467974 ml.maffei@teatroeliseo.com

Antonella Mucciaccio

347 4862164 a.mucciaccio@teatroeliseo.com

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