La Glaciazione

“La Glaciazione” tratta di un tema scomodo, di cui tutti si fanno paladini quando serve, e soprattutto quando c’e’ da “guadagnare” qualcosa, parlandone sia nel bene che nel male a seconda della posizione geografica e/o sociale; il tema e’ l’immigrazione.

In maniera intelligente e scherzosa Marco Tomba affronta il tema scottante del viaggio della disperazione; lo affronta al contrario, evitando ogni confronto politico, perche’ pensandoci bene, la politica non puo’ permettersi una posizione netta per non perdere voti.

Cosi’ inventa una glaciazione, dove l’unico posto vivibile sulla Terra e’ quello della calda Africa.

4 amici si ritrovano su una zattera pronti a partire verso la liberta’, verso i sogni, verso un lavoro. Dovranno condividere i loro spazi ed il loro cibo, pronti a condividere con il Paese che li ospitera’ tutta la loro voglia di fare e la loro capacita’ di ambientarsi.

Ma il viaggio e’ lungo. Molto lungo. Le persone sono diverse. Molto diverse. Il cibo e’ scarso. Sempre piu’ scarso. E soprattutto le aspettative cambiano.

L’egoismo prende forma e la voglia di sopraffare aumenta. Iniziano i primi furti, cosi’ da amici si passa ad essere conoscenti fino a separarsi del tutto, perche’ la voglia di sopravvivenza supera quella della collaborazione, la voglia di sentirsi piu’ furbi, supera quella del benessere comune.

Prima di partire sognavano una vita tranquilla, un lavoro, una famiglia, si sarebbero accontentati di qualunque cosa pur di essere felici, senza rendersi conto che l’altro popolo non li aspettava per accoglierli, perche’ a nessuno interessavano i loro problemi, erano solo una minaccia; mentre una buona minoranza era pronta a forli sottomettere per far rompere gli equilibri raggiunti.

E qui entra in gioco la politica, quella che non viene mai nominata, quella che permette lo sfruttamento, perche’ gli fa comodo. Cosi’ l’immigrato sara’ costretto a fare un lavoro mal retribuito togliendo il lavoro a chi lo aveva gia’, ma che aveva lottato per avere i suoi diritti ed ora si trova a combattere di nuovo, contro la disperazione e si sa che un disperato, non ha nulla da perdere; ed intanto la politica ed i poteri forti festeggiano, perche’ “in nome” della liberta’ e del buon governo, dovranno prendere decisioni drastiche “in nome” della fratellanza e dell’ospitalita’.

Questa opera coraggiosa ci insegna soprattutto che il razzismo nasce sempre dall’alto e ridendo e scherzando si puo’ affrontare ogni tema, anche il piu’ scomodo.

Alessandro